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NOLAB ACADEMY – THE PLACE TO BE

Intervista alla Co Fondatrice e Direttrice Didattica. Storia e segreti della creazione di un CRAFTS DISTRICT: un sogno dedicato a chi vuole cambiare vita.

PERCHÉ UN’INTERVISTA PER RACCONTARE IL PROGETTO?

Perché parlare in modo diretto ai lettori e ai nostri studenti o a chi ancora non sa se diventarlo è l’unico modo per rendere più comprensibile la nostra idea di formazione e divulgazione. Spiegare a volte aiuta ad aprire all’ascolto, concetto fondante dei nostri incontri quotidiani con chi si rivolge a noi per cambiare vita.

Quello che voglio raccontarvi non è solo la mia visione di questo magnifico progetto ma il modo in cui siamo riusciti a trasformare la vostra e i vostri sogni in esperienze reali. Non pecco di presunzione quando parlo di magia del cambiamento che, con NOLAB ACADEMY, abbiamo saputo infondere nelle vite di molti studenti che hanno deciso di stravolgere la loro vita, con noi.

PARTIAMO DALLE ORIGINI. QUAL È STATA L’IDEA RIVOLUZIONARIA?
La risposta era davanti ai miei occhi, 8 anni fa, quando creai il primo embrione di NOLAB ACADEMY. Il sistema scolastico, pubblico e privato, iniziava a cedere sotto la pressione di una sempre più ingente richiesta di praticità, manualità, artigianalità; una trasposizione del sapere verso il saper fare e poi, del fare effettivo. Insomma, stavo rielaborando il concetto anglosassone dell’imparare facendo che il solo indottrinamento teorico stava per schiacciare, senza risultati efficaci.
Centinaia di facoltà e sotto facoltà universitarie, ore di laboratorio e pratica tagliate o eliminate negli istituti superiori professionali e tecnici, addirittura meno lavori manuali anche negli asili e nelle scuole materne…insomma un Paese promotore -e non divulgatore, attenzione-  di pura teoria di dubbia qualità, purché distribuita trasversalmente (e democraticamente ma immeritatamente)  a tutti… anche ai meno avvezzi, ai meno studiosi, ai meno adatti.  Cominciava a delinearsi una mancanza sempre più marcata di un intellettualismo radicato e radicale anzi questo veniva considerato chic ed elitario in nome di una cultura più orizzontale e popolare, per tutti.

Il risultato disastroso è stato -ed è- una crescente moltitudine di universitari fuoricorso o in corso ma ugualmente incapaci di rielaborare i pensieri e le teorie studiate copiosamente a memoria; un conseguente abbassamento del livello di competenze e di risultati tra studenti mediocri senza futuro e incapaci di dare forma a quanto studiato, o di trasformarlo in strategie operative utili alla creazione di idee innovative ma in costante attesa di un contratto di lavoro immeritato che tuteli il proprio non saper fare nulla, neanche pensare; un livellamento e un abbassamento del livello delle competenze degli specialisti del futuro. La conseguenza: chi ha saputo rielaborare il sapere e lo studio ha creato le start up di cui ora il nostro Paese si vanta, e sono tante, oppure è fuggito all’estero dove la meritocrazia ha una luce decisamente più intensa (perché non è una questione basata solo sul volume dello stipendio, bensì sulla valorizzazione del saper fare e imparare…insomma, se sei capra qui, sei capra anche all’estero, anzi all’estero se ne accorgono molto prima, non ti fanno un contratto se non lo meriti, non ti illudono e non perdono tempo).

Chi è rimasto e non ha avuto la forza o lo stimolo per aprire o iniziare una propria attività non ha trovato un luogo dove gli insegnassero a farlo IN PRATICA, SUL CAMPO, DAVVERO, SPORCANDOSI LE MANI. Chi si è reso conto di far parte di quella piccola cerchia di coloro cha hanno studiato e saprebbero trasformare la teoria in pratica, cercava un luogo dove poter trovare gli strumenti: NOI LI ABBIAMO ASCOLTATI e abbiamo offerto loro un luogo dove potessero “giocare al futuro” con nuovi strumenti.
Beh per tutti gli altri ci sono un’infinità di posti disponibili di precari, sottopagati o soddisfacenti contratti per attività insoddisfacenti.

I tempi sono cambiati troppo e troppo in fretta per non capire che esiste un gap troppo grande e non più rintracciabile nella storia sindacale ma nell’attuale ricerca sociologica e antropologica che non deve andare troppo indietro rispetto agli ultimi 10 anni e trovare fondamento nella divulgazione di internet o meglio, nel suo abuso.

QUINDI LA RIVOLUZIONE DOVE STAVA? OLTRE AD AVER APPURATO CHE C’ERA UN CAMBIAMENTO RADICALE IN CORSO?

 Stava davanti agli occhi di tutti. NOI ABBIAMO CREATO L’ALTERNATIVA.  Considerando che molti dei ragazzi che ci chiedevano aiuto, consulenza e supporto per il proprio futuro arrivavano proprio da università o, addirittura, da istituti superiori dove studiavano le discipline da noi proposte, abbiamo capito che avremmo dovuto creare un’alternativa valida, di qualità e reale fucina di nuovi talenti del futuro.

Ci siamo concentrati sulle discipline che stavano scomparendo legate all’artigianato manuale e alla forza del Made in Italy, valore riconosciuto soprattutto all’estero…perché la forza centrifuga della crisi economica ha spinto le nuove generazioni ad abbandonare il nostro Paese con sempre maggiore insoddisfazione. L’arte della Panificazione e della Pasticceria rappresentavano, 8 anni fa, due mestieri del passato che necessitavano di un restyling concettuale davvero profondo. Ancora poco si parlava, con tanta eco mediatica, di Arte Bianca come di una nobile disciplina di Maestri che devono alla chimica e all’alchemica unione di manualità e creatività il proprio successo. Il garzone di bottega doveva riacquisire dignità e forza e diventare non solo un operaio del cibo ma un protagonista assoluto del mondo del Food.

Idem per i sarti, protagonisti, lasciati in sordina, del luccicante mondo del Fashion, artisti indiscussi e artigiani operosi. Una generazione, quella dei sarti, in pericolosa estinzione a causa di innumerevoli piani di studi rivolti solo alla teorizzazione del fashion system e della sua sfolgorante attrattiva. Utili per alcune risorse ma non unica soluzione possibile per sopperire.

Abbiamo lavorato pensando a coloro che, nel backstage fossero autori di capolavori che rappresentano maestria, tradizione, teorie e tecniche scientifiche di successo di prodotti di consumo, di cultura e arte riconosciuti in tutto il mondo.

Abbiamo allora ridato luce alle botteghe, chiamandole con il nome che meritano: aziende. E nuova forza ai garzoni, chiamandoli Maestri Artigiani.

E con i maestri del passato che, curvi sui loro tavoli di lavoro non hanno mai perso la dignità dei luminari, abbiamo costruito pian piano, percorsi di studio che integrassero teoria e pratica e che riuscissero a creare e plasmare gli artigiani del futuro. Abbiamo aspettato che il pane lievitasse e che il miracolo nascesse, dalle braci del forno…

Grazie a tanta indagine tra diverse aziende e il confronto con tanti professionisti abbiamo creato una rete di specialisti e docenti ineguagliabile e piani didattici unici nell’offerta del momento.

Nel tempo siamo riusciti a sviluppare l’attenzione, raccogliendo dati e richieste dal mercato, anche su temi che apparentemente vivevano un percorso falsamente dorato.

Il settore del Beauty, legato a doppio nodo con il mondo fashion, stava subendo la prepotenza dei video tutorial: falsi miti che hanno trasformato una coltre di insipienti in saccenti maestri fantoccio. Abbiamo raccolto il grido d’aiuto di veri professionisti di settore che denunciavano l’arrivo di sedicenti assistenti, collaboratori o colleghi provenienti, appunto, da una video-formazione superficiale e inefficace. Per impedire che questo portasse al collasso, come stava già avvenendo al macro mondo universitario, abbiamo creato, con alcuni selezionatissimi professionisti di settore, corsi e piani didattici che ponessero le fondamenta per operatori competenti. Abbiamo innestato nella mente delle giovani leve la necessità di studiare vita natural durante come unico mezzo per la propria trasformazione in veri professionisti…assetati di sapere e mai appagati.

E con lo stesso monito abbiamo ascoltato i gelatieri, artigiani sconvolti dalla nascita di migliaia di concorrenti persuasi dall’idea, divulgata per lo più dalle grandi aziende di macchinari professionali, che fare il gelato fosse facile come aprire due buste di basi industriali già pronte e mescolarle assieme, pigiando due tasti, e, per questo, garanzia di successo. Una consapevolezza malsana di saper fare ma senza fare che andava debellata per il bene di un concetto di gelato artigianale, buono e sano, che ha reso questo prodotto uno dei più esportati all’estero e apprezzato dagli stranieri in Italia.

Anche in questo caso abbiamo raccolto i migliori e studiato temi e approfondimenti efficaci, costruendo un corso che vanta il maggior numero di diplomati trasformati in imprenditori di nuove attività (anche all’estero). Nel Design abbiamo usato lo stesso processo: ascoltato il mercato e capito come inventare percorsi alternativi che mettessero gli studenti in contatto con le aziende per iniziare a fare e alternare la progettazione alla pratica in studio e poi in azienda.

COME AVETE FATTO A CRESCERE E A SVILUPPARVI?

Partiamo dall’idea che tutto è stato fatto, detto, scritto, inventato e che noi, tutti, siamo solo protagonisti di storie che abbiamo già assimilato. Nessuno è un eroe…almeno fino a quando non salva la vita del suo prossimo. Abbiamo solo lavorato tanto, studiato tanto e lottato per resistere, per non lasciare che il nostro messaggio fosse perduto. Sono dell’idea che, qualora un’attività chiuda prematuramente il motivo stia nella debolezza della motivazione dei fondatori. Poi questo Paese non motiva, certo…

Negli anni abbiamo lottato con chi ha copiato il nostro concept; con ci ha voluto emulare la nostra forza nella didattica e il nostro dinamismo nell’unire sempre ascolto e motivazione, domanda e risposte da offrire. E siamo riusciti a dare il meglio solo spinti dalla convinzione che non esista competizione nella formazione ma etica e morale che dovrebbero spingere Direttori e Maestri di enti formativi, alla cooperazione, alla voglia di creare un’offerta sempre più variegata che faccia l’interesse degli studenti. Ed è questo che fa la differenza tra un corso di studio e un’esperienza di crescita.  Rendere reale un sogno di divulgazione più estesa, da portare avanti INSIEME.

Questo rende l’idea della propensione con cui ci poniamo davanti a tutti, annullando preconcetti e schemi e lasciando esprimere desideri, richieste, sogni e ambizioni. E solo dopo mettendo in atto le nostre forze per costruire l’ ESPERIENZA IDEALE.

NOLAB ACADEMY costruisce esperienze…non vende corsi. Ascoltiamo i nostri studenti, che ancora prima di diventare corsisti sono persone che si presentano con una forte motivazione: cambiare vita attraverso una passione, da trasformare in un mestiere. Il bisogno di questo millennio, generato anche dal contesto sociologico in cui viviamo, è quello di poter fare quello che piace e trasformarlo in un lavoro che generi guadagno. Ma in primis che renda felici ogni mattina perché si fa ciò che si ama.

Quello che facciamo noi è appunto ascoltare questo bisogno, ascoltare, ascoltare e ascoltare ancora e poi suggerire e trovare soluzioni affinché ciascuno possa trovare il percorso più giusto per sé. Pianifichiamo e costruiamo percorsi didattici interattivi, non solo semplici corsi d’aula. Ma anche corsi individuali o nel week end pensati per chi lavora, per chi ha una famiglia e non ha molto tempo. Tutti garantiscono competenze tecniche e creative di alto livello.

 

PERCHÉ SCEGLIERE NOLAB ACADEMY? 

Non voglio fare l’errore di screditare per promuoverci con slogan parossistici. In Italia e soprattutto a Milano l’offerta formativa è davvero polivalente, trasversale, ricca e fin troppo strabordante. Quello che cerchiamo di fare per differenziarci è di studiare, noi per primi, in modo sempre capillare e costante, cosa potremmo offrire e che altrove ancora non esiste. Questo ci permette di essere sia complementari ad altri enti e ad altri percorsi, che di offrire percorsi di formazione continua. Siamo abbinabili ad altre forme di studio ( università e scuole) oppure unica scelta formativa. La differenza è nella flessibilità che riusciamo a costruire INSIEME agli studenti.  Non tutti i team di lavoro possono vantare questa velocità nei tempi che intercorrono tra l’ascolto del mercato e l’elaborazione di una offerta/risposta. E questo fa di noi un luogo dove si può percepire dinamismo continuo, evoluzione, trasformazione sulle onde del tempo e del contesto.

NOLAB ACADEMY è il luogo in cui diventare, il luogo in cui essere chi si vuole essere. Un pasticcere, un sarto, un make up artist, un gelatiere, un cuoco, uno studente, un ricercatore, un formatore, un creativo del futuro.

Ho fondato un’idea che ha preso forma e che ora è parte di uno dei progetti più consistenti sul palinsesto culturale cittadino: CRAFTS DISTRICT è un quartiere, è una location, è The place to be.

Attraverso la cultura della divulgazione, della ricerca e della formazione, strutturata su un concetto di cooperazione, condivisione e senso di appartenenza, il luogo fisico diventa un posto anche virtuale: una community di professionisti che riescono a mettere in circolo un sano modo nuovo di FARE e di FARE BENE!!

Quell’idea ha preso vita grazie a tutti coloro che in questa community sono entrati e sono cresciuti, coloro con i quali abbiamo passato mesi a studiare, a creare, a sviluppare tesine, progetti di fine anno, esperienze emozionali più brevi e intense. Insomma insieme a chi vuole fare un’esperienza che gli cambierà la vita e che lo aiuterà a trasformare quello che ama fare in un lavoro che lo renderà felice.

Il CRAFTS DISTRIC di NOLAB ACADEMY è il luogo dove DIVENTARE ed ESSERE sono concetti ancora possibili e concreti!

Dove tu sei il protagonista, dove le tue esigenze vengono soddisfatte, dove le tue paure affrontate e i tuoi sogni trasformati in cambiamenti di vita RADICALI.

The place to be.

Daniela Ficetola

 

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12 settembre 2018

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