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NOLAB ACADEMY apre le porte dei laboratori di Sartoria alla nobile arte del cappello

La Modisteria, un’arte da non dimenticare

Il cappello. Un accessorio che non concede mezze misure, si odia o si ama. Nei secoli c’è chi lo ha indossato quotidianamente con nonchalance, chi lo ha riservato alle grandi occasioni e chi lo ha sfruttato come accessorio di protezione da sole, pioggia, vento e invasioni di cavallette.
Più di ogni altro accessorio della moda, il cappello ammette il gioco, ci concede di dare libero sfogo all’inventiva più sfrenata e dichiarare con essa la propria concezione di stile. Sono infatti infinite le possibilità nell’accostamento di tessuti, fogge, colori e decorazioni, l’ingegno richiesto è quello di un artista.

La verità è che le mode del cappello sono state dettate dall’andamento della storia, che ne ha sancito successi, morte e rinascite, quindi è opportuno indagare innanzitutto i cambiamenti subiti nei secoli.

Non conosciamo la data di nascita del cappello (siam bravi, ma non così bravi), ma esistono testimonianze della sua esistenza in ogni epoca, fin dai tempi dell’antico Egitto, quando veniva usato dal faraone per coprire la parrucca, così come nella civiltà minoica, greca e via dicendo.
Diversi popoli gli hanno attribuito differenti usi, nasce con lo scopo esclusivo di proteggere il capo dalle intemperie, ma nei secoli assume significati e simbolismi imprevisti. È con i romani che il copricapo vive il suo primo momento di crisi, considerato accessorio poco virile e condannato all’oblio, fortunatamente non definitivo.
Sarà il Medioevo a farci assistere a un ritorno del cappello, sotto forme ancora rudimentali e poco decorative (principalmente berretti e cappucci).

Il nostro eroe vede la sua piena affermazione soltanto nel Rinascimento, con l’uso glorioso di fogge e tessuti preziose, usati in modo consapevole e creativo. Non più quindi necessario elemento di riparo ma finalmente, come nella concezione moderna, ornamento sartoriale che detta moda e diventa simbolo di status sociale. Il Rinascimento fa da apripista a quello che sarà il vero momento d’oro del copricapo, l’Ottocento. Il cappello è ormai imprescindibile e visibile su ogni singola testa, con le sue sperimentazioni stravaganti e originali (soprattutto per le donne), grazie anche all’avvento di un prezioso alleato, la macchina da cucire.

Nel Novecento è ormai l’arte perfetta per aprirsi alla sperimentazione, estremamente seria e contemporaneamente eccentrica. Possiamo ammirare dall’inizio del secolo in poi una diffusione capillare di decine di tipologie di cappelli: fascinator, coppole, cloche, turbanti, baschi, colbacchi e poi cappelli a tesa larga fissati con ettolitri di lacca. Arriviamo agli anni ‘90 con la dominazione incontrastata dei cappelli sportivi con visiera e infine al presente, fatto di tante mode diverse, frutto del mix continuo di un passato glorioso, che ci lascia davanti a un patrimonio immenso dal quale attingere.

NOLAB ACADEMY si fa da sempre portavoce di un ritorno ai mestieri antichi, necessari e troppo spesso trascurati. La mission è quella di far incontrare con successo attività tradizionali, simboli dell’artigianalità Made in Italy, e un approccio moderno, legato alla visione “futuristica” che coinvolge le nuove tecniche e tecnologie digitali. L’approccio è applicato a tutte le discipline insegnate nelle aule NOLAB ACADEMY e il nuovo corso di Modisteria, in partenza a settembre, non ne è esente. I macchinari di ultima generazione e i docenti professionisti sempre aggiornati e aperti alle novità del settore, garantiscono un apprendimento concreto e al passo con le novità.
Con il corso di Modisteria gli allievi scopriranno i segreti di un’arte preziosa e impareranno le regole da cui partire per osare e dare libero sfogo alla creatività.

Il design di un cappello ha un grande potere comunicativo e un simbolismo tutto suo, non dimentichiamolo.
La Modisteria non deve morire.

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30 luglio 2018

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