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LA TORTUOSA STORIA DELLA MACCHINA DA CUCIRE

La macchina da cucire: uno strumento antico ed essenziale per l’arte della sartoria.

 

La sua importanza fu addirittura rimarcata da Mahatma Gandhi, il quale la definì una delle poche invenzioni utili dell’era moderna. La poeticità delle creazioni che possono prendere forma dall’ago di questa macchina non è però la stessa che si può ritrovare nella storia della sua invenzione. Tutt’altro che lineare, la nascita della macchina da cucire è anzi cosparsa di fallimenti ed episodi scuri. Ma iniziamo dal principio…

Anche se per convenzione è stato scelto il 1842 come data per l’introduzione della macchina da cucire, testimonianza del bisogno di uno strumento del genere è datata già a ben prima, il 1755: si parla infatti in un brevetto inglese non nello specifico di una macchina ma a di un ago realizzato per essere abbinato ad una. Tanti tentativi sfortunati ad opera di inventori diversi e quasi un secolo dovettero passare prima che venisse realizzato il primo modello funzionante di macchina da cucire. Nel 1830 finalmente un sarto francese, Barthelemy Thimonnier, inventò e costruì uno strumento meccanico che con un ago e un filo creava un punto catena e lo brevettò. Aprì così la prima compagnia manifatturiera di vestiti realizzati a macchina del mondo, specializzata nella produzione di uniformi per l’esercito francese, ma non gli portò fortuna: per paura che l’invenzione togliesse posti di lavoro, altri sarti francesi decisero di dare fuoco alla sua fabbrica, con lui dentro, quasi uccidendolo. Nel frattempo anche in America c’era chi giungeva alle stesse conclusioni: Walter Hunt creò la prima macchina da cucire funzionante degli Stati Uniti, ma non la brevettò mai proprio per paura che favorisse la disoccupazione di troppi. Ciò che mancava a ognuna di queste prime macchine era una coesione tra le varie parti. A creare una macchina unitaria nelle sue componenti fu nel 1844 l’inventore inglese John Fisher. Anche a lui però la fortuna non arrise: l’Ufficio Brevetti commise un errore nell’archiviare la sua invenzione e perse il suo brevetto, così che Fisher non ricevette mai nessun tipo di riconoscimento. Chi riuscì a sviluppare la sua macchina fu l’americano Elias Howe: ne inventò nel 1845 una che riusciva a realizzare il punto meccanico più comune, il punto annodato. Poiché però faticò a promuovere la propria invenzione nel suo paese natale decise di andare per un lungo periodo in Inghilterra, scoprendo al suo ritorno che altri si erano impossessati del suo meccanismo per il punto annodato. Ecco che giunge ora sulla scena un nome davvero celebre: Isaac Singer. C’è infatti anche lui tra coloro che presero spunto dalla macchina di Howe. Singer si ispirò anche ad elementi delle macchine di Hunt e Thimonnier, riuscendo così a inventare la prima versione della moderna macchina da cucire con un pedale, invece che una maniglia, che faceva muovere l’ago dall’alto in basso invece che da lato a lato. Ovviamente Howe gli fece causa e la vinse, costringendo Singer a pagare e a dargli anche parte dei profitti della Singer&Co.

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Una strada tortuosa dunque, quella che ha dato origine a questo strumento così fondamentale per il mestiere di un sarto, tanto tortuosa quanto può essere quella che conduce all’eccellenza professionale. Per diventare davvero dei maestri nell’artigianato è infatti necessario lavoro, costanza e studio, ma non solo. I più grandi artigiani non sono solo quelli dalla tecnica impeccabile, ma anche coloro che sanno esprimersi attraverso la loro arte e distinguersi. Per NOLAB ACADEMY l’originalità e la creatività sono un valore. Per questo motivo nei nostri corsi di Sartoria non solo offriamo ai corsisti una preparazione completa e di qualità grazie ai nostri docenti professionisti, ma li seguiamo anche con particolare attenzione nel loro percorso personale. Ciò è possibile grazie a dei corsi la cui frequenza intensiva, di tre giorni a settimana, permette all’insegnante di seguire a fondo il corsista, cogliendone inclinazioni e guidandolo nella fase di apprendimento della professione.

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28 maggio 2018

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